Ovvio che mi dispiace per i giovanissimi morti sulle strade dell'Afghanistan. I soldati sono soldati. O obbediscono o si ribellano. Siccome non sono costretti, non possono ribellarsi, ma solo obbedire.
lunedì 17 maggio 2010
TUTTA SCENA
Etichette: afghanistan, bossi, crimini di guerra, frattini, lega
Pubblicato da
CLIB
alle
06:07
0
commenti
mercoledì 16 settembre 2009
La fatica della ragione in Italia
Eccoci tornati dalle nostre estati opulente, nonostante la crisi.
Eccoci tornati a battere sulle nostre tastiere, cercando, a fatica, di non lasciare spazio alla noia indotta dallo status quo.
Cerchiamo di dire qualcosa in nome della ragione.
1.
Abbiamo appreso tutti (se leggiamo i giornali) la notizia del massacro in Afghanistan avvenuto in Agosto a causa delle forze Nato, in un piccolo villaggio.
Circa 90 civili uccisi, tra cui la maggior parte donne e bambini.
Sicuramante, la notizia sara' stata letta durante una delle nostre digestioni diurne, quando si cerca qualche "utensile" per evadere il fastidio dell'afa. E l'informazione da' questo senso di utilitarismo personale.
Non so se a qualcuno, oltre all'afa, dava fastidio il fatto che il nostro Frattini, ministro degli Esteri del governo Berlusconi, ha ribadito la "nostra " italiana fiducia nel generale che conduce le operazioni in Afghanistan. Come dire: se muore un italiano, e' lutto nazionale, se muoiono massacrati donne e bambini sono cose che capitano. Stando dalla parte della ragione, non vedo quale differenza ci sia fra un assassino che ammazza e uno che dice che l'assassinio in qualche modo e' giustificabile. Certo, anche nel Vangelo c'e' scritto che e' meglio legargli una pietra al collo e gettarlo nel mare, ma non c'e' scritto chi debba farlo. Ma voliamo basso.
Il Vaticano che fa? Ancora insegue le sbornie del Cavaliere? Il mondo (italiano) e' in rovina e noi ancora usiamo metodi moralistici per acchiappare quel manipolo di cattolici moralisti che non c'e' piu'!
2.
Avrete sentito che ritornera' il nucleare. Ma gli italiani lo sanno?
Mentre la Germania ha annunciato che entro il 2022 chiudera' tutte le centrali nucleari, noi, che seguiamo il motto del cavaliere "aiutare chi sta indietro", andiamo piu' indietro, sempre piu' indietro. Per non parlare di tutti i segreti che ora emergono pian piano, come quello della nave Jolly Rosso, affondato piu' di dieci anni fa al largo delle coste di Amantea. Cosa conteneva? Scorie radioattive. Riciclaggio sporco. Cose ancora non chiare (cercate l'articolo sul Manifesto).
Fatto sta che, tutti, ad Amantea, hanno almeno un parente morto di cancro.
E cosa succedera' quando tutte queste centrali andranno in funzione? I nostri figli cose respireranno o mangeranno?
Ma nessuno protesta, nessuna agisce, nessuno alza la voce. Non c'e' forza o non c'e' volonta'. O forse tutt'e due. Ma, algi italiani, dategli la televisione, il piatto di pasta, lo sport e qualche altro piaceruzzo, il resto sono cose da Maroni.
Etichette: afghanistan, crimini di guerra, frattini, massacri, nucleare, ricicalggio, scorie
Pubblicato da
CLIB
alle
08:12
0
commenti
venerdì 9 gennaio 2009
Di buon mattino
Dedico un minuto per rispondere al nostro ministro degli Esteri, che, stando alle sue parole, dimostra di essere filo-americano-bushiano e filo-israeliano.
Il cardinale Martino invece non ha peli sulla lingua e la dice chiara: la striscia di Gaza è un lager.
Le parole, che spesso sono peggio della spada, dette e ridette in ogni poltrona dell'Europa assomigliano a queste: "la colpa è di Hamas che usa i civili come uno scudo umano".
Rispondiamo per punti, calmando la nostra ira di fronte a tale cinismo.
1) Qualcuno ricorda il detto "usare il cannone per ammazzare la mosca"? Possiamo anche ammazzare la mosca, me di quelli che abitano in casa con la mosca cosa diciamo?
2) Quando Geddafi sparava missili nel Mediterraneo, non mi sembra che l'Italia abbia bombardato la Libia.
3) Rispondere con una forza sproporzionata e barbara dimostra due cose. Prima, la debolezza di Israele, o comunque, della parte "offesa" che risponde, in quanto non sa controllarsi, manca di una nervatura di prudenza che sarebbe una vera virtu' per i politici. Seconda, la sua politica del tutto razzista,o di classe, se vogliamo usare termini piu' italiani. Esiste una razza, quella israeliana, superiore a quella palesinese. Per cui bombardare sui civili non fa né caldo né freddo. Oppure, esiste la classe Israeliana e la classe Palesinese, che pur se da 60 anni vive da cani nei campi profughi, depradata di tutto, non ha diritto ad alzare la mano.
4) Quando la mafia metteva le bombe in Sicilia (e altro che missili, quintali di tritolo!), non mi sembra che l'aviazione abbia bombardato la Sicilia. Erano questioni interne, certo, ma, stando a Israele, che si considera l'unico proprietario della Palestina, non dovrebbe, allora, mandare la Polizia a stanare i terroristi?
5) Se è vero che i cugini degli Americani sono gli Inglesi, io azzarderei anche la verità che i fratelli degli Americani sono gli Israeliani. E da loro hanno imparato come si fa. Guardando all'Iraq si sono aperte mille nuove possibilità per Israele. "Se l'ha fatto l'America con l'Iraq, lo possiamo fare anche noi..."
6) Infine, il cinismo di Frattini: "Hamas è il problema". Se avesse detto "il problema è che la povertà, la miseria, la continua umiliazione nelle piu' elementari cose della vita, come l'avere un tetto e delle camicie pulite, le ingiustizie gravi e le ferite profonde del passato: sono questo il problema. E ,forse, lenirle, o aumentare gli sforzi di cooperazione, non solo confinati a qualche ONG sbrandellata, potrebbe diminuire la rabbia, forse anche comprensibile dei terroristi. Qui non si tratta di terrorismo puro, cioè azione armata per sovvertire il governo. Si tratta - e gli stessi terroristi lo dicono - come unica difesa del nostro popolo martoriato. Cerchiamo, allora, prima di sradicare le cause del terrorismo, e dopo agiremo. E il nostro lavoro di collaborazione non sarà fermato dalla violenza dei gruppi armati, o, almeno, non risponderemo da folli, ma affideremo tutto alla giustizia, nel rispetto dei popoli".
Ma questo non si chiamerebbe Frattini, e al governo non ci sarebbe Berlusconi.
Prima, per giustificare le vittime innocenti, si usava un termine caro agli Americani: "acceptable losses". Adesso non si usa piu'. Sembra che la soglia delle perdite accettabili sia stata superata.
Etichette: bambini, crimini di guerra, gaza, ingiustizia, isrele, olp. palestina, terrore
Pubblicato da
CLIB
alle
15:54
0
commenti
lunedì 5 gennaio 2009
La fine del buon senso
Torniamo a parlare di Palestina, interrompendo come al soito le nostre analisi sul governo Berlusconi.
Parlando con conoscenti, mi dicevano "Hamas è colpevole perché sapeva che Israele avrebbe reagito come ha fatto altre volte".
Pensiero questo condiviso dalla maggior parte dei diplomatici, compreso il nostro Frattini con la sua frase che rasenta il ridicolo: "non c'è chi vince e chi perde" (dovremmo dirlo a tutte le madri che hanno visto massacrati i loro bambini nelle notti di inizio d'anno per capire cosa significa perdere qualcosa).
Pensiero falsamente giusto, che cerca di dare una giustificazione, che cerca di trovare una motivo (durante le discussioni della pausa caffé, dove, per non sembrare poco originale, si deve dire la propria).
Ebbene, semplice domanda: se un moccioso vi molesta tirandovi addosso dei sassolini, voi cosa fareste? Partireste per incendiargli la casa?
Etichette: bambini, crimini di guerra, innocenti, israele, olp. palestina, stragi
Pubblicato da
CLIB
alle
05:01
0
commenti
martedì 30 dicembre 2008
Amici e non
Ve lo dico subito: Dopo l'attacco di Israele in Palestina, l'ennessimo attacco, io non ho che un solo tipo di amici. E sono quelli che con me gridano: assassini! E con i mandanti di tali crimini, tutti coloro, compresi USA e ONU, che non muovono un dito. Per questo Berlusconi, non può essere nostro amico.
Israele si comporta come l'USA di Bush e tutti gli altri Paesi nazisti del passato. Tu mi ammazzi uno e io te ne ammazzo cento, non conta se soldati o bambini inermi.
Mi ricordo che in Kosovo, Clinton sganciò, dopo qualche mese, su Belgrado, una quantità immane di missili. E pure lì, il movente era la rappresaglia sproporzionata contro innocenti del Kosovo che, magari, qualche volta avranno pure preso a pedate qualche serbo.
In Palestina, dove da 60 anni innocenti pagano per l'ira sproporzionata di un Paese che si dice fondato sul Dio di Abramo, nessuno si muove. Non solo morti ammazzati dalle bombe, ma anche gente costretta ad avere, ogni giorno, come unico scopo quello di riuscire a trovare un pezzo di pane nella melma in cui vive. Questa è la striscia di Gaza, e alcuni tra di noi l'hanno visitata.
Ecco cosa può dire una madre che perde 5 figlie, senza che abbia commesso nessun crimine e senza nemmeno la possibilità di fuggire dal suo Paese, per proteggersi:
"La famiglia Balusha era composta da otto figlie e un maschio, Muhammad, che dormiva nella stanza nei genitori e si è salvato. Dice la donna tra le lacrime: «Se venisse ucciso anche solo un bambino israeliano, il mondo intero si indignerebbe, e il Consiglio di sicurezza dell´Onu verrebbe riunito. Ma il sangue dei nostri bambini non conta niente per il mondo. Questo è un crimine di guerra e chi lo ha fatto dovrebbe essere portato davanti alla giustizia".
L'unica cosa buona di Internet, a parte essere il covo di perversioni e di banchieri, è che le notizie si possono conoscere con alto grado di affidabilità. Questo grido emblematico di questa madre rimarrà fino a quando Internet rimarrà. E oltre questo, rimarrà anche altrove, là dove tutto questo troverà un senso.
Etichette: crimini di guerra, internet, israele, olp. palestina
Pubblicato da
CLIB
alle
00:29
0
commenti
sabato 6 settembre 2008
Non capisco

Non capisco perché c'è tutta questa preoccupazione da parte della Ue sulla Georgia.
Hanno addirittura raggiunto un accordo! Con Putin, considerato il nuovo Stalin.
Dovremmo pur ricordare che i russi nella vicina Cecenia hanno massacrato quasi tutti, altro che accordo! E la Ue dov'era? L'Italia dov'era? E dov'è? Ci sono documenti e libri (come quello dalla Politoskaja) che documentano i massacri. Mi chiedo se ci sono interessi maggiori.
Forse i rubinetti di gas e petrolio dell'Europa sono piu' attaccati alla Georgia che alla Cecenia.
Caso mai vi trovaste in qualche conferenza stampa con il nostro premier, che ha l'onore di parlare in prima persona al telefono con il massacratori di giornalisti Putin, provate a chiedergli una delucidazione.
Etichette: cecenia, crimini di guerra, Georgia, gioranlismo, massacri, putin, Russia
Pubblicato da
CLIB
alle
08:20
0
commenti
domenica 20 luglio 2008
Aggiornamenti
Per il Ministro Frattini, nostro rappresentante all'estero di questo governo,
vorremmo fornire un ulteriore aggiornamento ai morti innocenti che stiamo
facendo in Afghanistan, visto che appoggiamo la "missione" NATO.
Qui trovate l'articolo clicca.
In soldoni, 9 poliziotti afghani e 4 civili uccisi a causa di un raid aereo.
Come dire, "noi" della NATO, al pari degli americani, non ci sporchiamo le mani, preferiamo sganciare bombe. Non importa dove cadono, l'importante e' che si sgancino, cosi' l'economia
funziona. E cosa dovranno dire tutti i figli dei morti ammazzati da noi?
Per chi si e' perso la lista dei morti ammazzati dalla NATO in Afghanistan, qui c'e' il nostro approssimato resoconto clicca
Etichette: afghanistan, crimini di guerra, frattini, innocenti
Pubblicato da
CLIB
alle
21:57
0
commenti
lunedì 14 luglio 2008
Fuori Campo 2
Il tribunale internazionale dell'AIA ha condannato il presidente del Sudan per crimini commessi contro il Darfur. Bene.
Ma per i crimini commessi in Palestina, tra cui ricordiamo i massacri e le deportazioni e le continue privazioni di terre, i missili lanciati sui civili, chi dobbiamo punire? Uno che si fa saltare in aria è un disperato o un folle, che pensa che la violenza possa elimiare la violenza. Ma uno Sato che sistematicamente toglie le possibilità di sopravvivenza a un'intera popolazione per motivi "etnici", che cos'è?
Etichette: aia, crimini di guerra, Darfur, olp. palestina
Pubblicato da
CLIB
alle
05:17
0
commenti