Finalmente, almeno un magistrato si è degnato di affermare con fermezza che il lodo Alfano è anticostituzionale, perché viola un articolo della Costituzione che afferma che tutti sono uguali di fronte alla legge. Il lodo avrebbe bloccato i processi contro il cavaliere, nonché presidente del nostro Paese, che lo vedono imputato di corruzione. In pratica, la corruzione è la via per non farsi beccare con le mani nella marmellata. Il bello è che qui la marmellata è bella grossa: si tratta dell'intero Paese!
venerdì 26 settembre 2008
Magistrati fannulloni?
Etichette: codice penale, costituzione, italia, magistratura
Pubblicato da
CLIB
alle
22:59
0
commenti
mercoledì 23 luglio 2008
Un regno diviso
Il governo Berlusconi ha tutte le caratteristiche del divide et impera.
Lui e' riuscito a mettere insieme i piu' disparati personaggi politici, come
Bossi e Gasparri e Fini. Tutti dicono cose che si contraddicono tra di loro, e che si
contraddicono con quello che dice il premier.
Ad esempio, Gasparri ha detto che la magistratura e' una cloaca. Berlusconi, dopo piazza Navona,
ha detto che il dialogo con l'opposizione si fa se c'e' un minimo di rispetto dell'interlocutore.
Ora che Berlusca e' libero "dai magistrati", potrebbe passare le mattina a istituire una comune parlata. Ma credo che l'abbia gia' fatto dicendo "dovete parlare come parlo io!". E i risultati si vedono.
Etichette: cloaca, gasparri, magistratura, rai, tv
Pubblicato da
CLIB
alle
18:19
0
commenti
mercoledì 25 giugno 2008
Verità
Il nostro presidente del consiglio continua a gridare come un perseguitato.
Pensate che dice che i magistrati sono tutti contro di lui.
Due affermazioni (vai all'articolo) ci colpiscono ancora una volta.
La prima riguarda la sua auto-osannata innocenza.
Se uno dice il vero non ha bisogno di gridare, o di offendere.
Anzi è proprio il contrario, ed è così che fanno tutti i grandi uomini.
Perfino Andreotti, che fu imputato per mafia, non si mise a fare crociate contro
i magistrati.
Ci chiediamo ancora il senso di questo paradosso: Berlusconi che
si dice martirizzato e le sue leggi che imabavagliano il Paese.
Dice poi che nel nostro Paese non c'è libertà, che l'Italia è un Paese in libertà vigilata.
Qui si vede proprio che stiamo usando la stessa parola ma con significati diversi.
Per noi libertà significherebbe che ogni cittadino, e ripeto ogni cittadino,
ha il diritto di esprimere le sue opinioni liberamente e alla pari con gli altri.
Per lui invece significherebbe non mettere i bastoni nei suoi affari, tra cui, ricordiamo,
c'è l'informazione che, come sappiamo, è manipolata (da lui).
Mi chiedo che senso abbiano le sue affermazioni: dice che non c'è libertà. Ora, un capo di governo è colui che è al vertice del sistema e, diciamo, in termini non assoluti, libero di esprimersi come vuole. Fortuna vuola che questo capo di Stato italiano possieda anche
il 100% di tutta l'informazione di prima serata. Dunque, di quale libertà sta parlando?
Dice inoltre che il suo è stato un calvario, in riferimento alla magistratura. Eppure non ha passato nemmeno un giorno in galera. Conosco un vicino di casa che per un errore giudiziario
si è fatto 20 anni di galera. Lontano da famiglia e senza quattrini. Bella differenza!
Ricordiamo anche che la parola calvario è il nome del monte dove portarono al macello Gesu Cristo, uomo innocente, buono, intelligente che, di fronte ai suoi accusatori, non diceva che erano tutti dei pirla. Ma questa è un'altra storia.
Ultima nota. Berlusconi dice "noi andremo avanti!". Non è la stessa cosa che dicevano ai tempi dei miei nonni, quegli altri folli dei fascisti?
Etichette: giustizia, magistratura, verita'
Pubblicato da
CLIB
alle
06:53
0
commenti
