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lunedì 8 marzo 2010

SEMIRAMIDE, PER POCO?

Non mi meraviglio dell'ultima trovata dei luogotenenti della bastiglia italiana, all'interno della quale è imprigionata l'Italia stessa.

Sto parlando del decreto salva liste, che "salva", appunto, le liste elettorali del Pdl (=il partito di Berlusconi, il suo cesso, nel senso esatto latino, da cedere = luogo ove si cede qualcosa. Il Pdl è il luogo dove l'innominabile Berlusconi cede i suoi voleri. Nel "cesso" stanno poi tutti coloro che, per un piatto di minestra, obbediscono.).

Come tutti sapranno, e credo anche i nostri affezionati lettori all'estero, le liste Pdl nel Lazio sono arrivate in ritardo rispetto ai termini stabiliti dalla legge. Ma: sopresa! Miracolo! Prodigio! Magia!

Se si fa una legge in quatto e quattr' otto che annulla o "interpreta" quella scadenza, tutto è possibile.Come fece Semiramide, la regina che per giustificare la sua lussuria legiferò stabilendo che la lussuria non era un peccato. A ragione, Dante la colloca nell'inferno.

Vi ricordo, en-passant, che tutte le guerre, omicidi, carneficine, sono nate proprio da una interpretazione arbitraria e strumentale delle cose e dei fatti. 11 Settembre = sono stati gli afghani. Armi chimiche = ce li hanno gli iracheni. Povertà = sono stati gli ebrei. Sporcizia = sono stati i neri. Crimini = sono tutti degli stranieri. Vietgong = non sono uomini. Indiani d'America = sono primitivi. 

Non mi meraviglio affatto di questo. Avevamo parlato di recente di altre mosse e decreti del genere. Come quella che metteva in dubbio anche la testimonianza dei pentiti di mafia. "I riscontri anche parziali delle testimonianze non sono da considerarsi determinanti", si legge in una delle "loro" proposte.

Rimane il popolo. Unica arma rimasta, il voto. Per inteso, gli altri dall'altro lato non sono meglio.

I radicali e la Bonino non mi sono stati mai simpatici, perché guidati dall'istinto a volte amalgamano mezze verità a mezze falsità. Ma il voto forse è l'ultima speranza che ci è rimasta, oltre a quella di madre natura. 

Il tessuto costruito dal Pdl e dal suo monarca sono simili a quelli di governi golpisti che riescono ad arrampicarsi al potere e a rimanervi grazie a due fattori concomitanti. Il primo è la condizione economica della nazione. Un popolo affamato non ha tempo per dedicarsi alla lotta politica. Oggi in Italia, i disoccupati sono arrivati a un milione, senza contare quelli caduti nel precariato, ovvero quelli che per mangiare devono fare lavori instabili, non retribuiti costantemente, saltuari, rischiosi, incerti. Il tempo sottratto alla ricerca del pane è un lusso. Per psicoinfluenzare il popolo, a volte si adottano slogan risibili che additano tale condizione agli immigrati, che mangiano il lavoro e storie simili. Lo stress per la sopravvivenza aumenta le paure inconscie.

Il secondo fattore è la connessione stretta fra i governanti e la matrice industriale-borghese-mafiosa della nazione, ovvero ciò che garantisce una buona fetta di elettorato e forse l'unica che influisce.  In questa matrice inserisco anche i sionisti, con tutto il rispetto per gli ebrei. Tale connessione è così stretta che nemmeno la magistratura è capace di stanarla. O, meglio, quando la stana è essa stessa colpevole di averla stanata. Per cui, il lecito è tutto ciò deciso in alto. Il giudizio dei magistrati diventa opinabile al governo, insindacabile altrove. E' proprio il contrario della democrazia. 

Ci sono due orizzonti: o il corso naturale della ragione l'avrà vinta in Italia, se i brandelli della democrazia non verrano divorati del tutto, o assisteremo a un riemergere di terrorismi esasperati, molto diversi da quelli degli anni 70 dove c'erano altre menti, credo anche gringhesche, a manovrare le pedine. Qui non c'è più la minaccia comunista.

Il colpo di grazia all'Italia di De Gasperi è stato dato. Vedremo se quello che scriviamo qui avrà un riscontro. Se vincerà ancora il monarca-nano, il falso deo dell'eros (non certo dell'amore come sostiene lui), dovremo rassegnarci, come si rassegnò il popolo americano di fronte alla rielezione di Bush junior, il malato mentale signore della guerra (e di nani)


sabato 20 giugno 2009

Quando i poveri rideranno di noi




Mentre i giornali sono in delirio, rincorrendo il gusto per lo scandalo che la vita notturna del nostro presidente dovrebbe generare, dimostrando di essere anch'essi privi di qualsivoglia radice ideale, leggo, amareggiato piu' che mai, le storie dei profughi somali.
Fuggiaschi, raminghi, giovani senza gioventu', arrivano ai confini dell'Europoa, e dell'Italia, per trovare le porte chiuse dell'avarizia e dell'atarassia.
Noi leggeremo ancora delle loro storie raccapriccianti nei tg di turno, imbarazzati se far passare o meno la notizia dell'ultimo amplesso "milionario" del nostro presidente con una prosperosa fanciulla che vuol fare la modella; e intanto viviamo in un Paese dominato dalla Lega, fatto dominare dalla Lega che, di fatto, favorisce, dentro e fuori, la mortificazione dei mortificati.
E mentre Gheddafi sancisce che l'Italia e' un Paese amico, noi sghignazziamo, pensando al suo Paese che viola i diritti umani, con una polizia da Gestapo.
Ma anche qui, un Berlusca, pur di salvare le sue casse e le sue "case", direbbe che i racconti raccolti da Medici Senza Frontiere "sono spazzatura".
Leggete le testimonianze qui e qui

lunedì 13 aprile 2009

Vip o presidente?

Avete visto come andava girando il Berlusca tra le macerie in Abruzzo?
L'abito non fa il monaco certo, ma per un presidente di Stato vale l'eccezione, come contegno almeno.
Il Nostro era vestito alla George Clooney, senza cravatta e maglietta nera.
Inoltre, avete notato le sue affermazioni riguardo al disastro?
"Pensate di andare a fare un weekend" oppure "garantisco io sulla ricostruzione" oppure "andate al mare, paga lo stato", oppure "non accetteremo soldi stranieri". Parole che nascondono il solito culto del superuomo onnipotente, super per i quattrini e il potere che crede di avere. Per lui, e per chi come lui, tutto si misura con il registro economico. Per lui, e per chi come lui, tutto si misura in termini borghesi (il "weekend").
In un Italia malata, questo è il massimo che ci possiamo permettere da un presidente di Stato?
A proposito, ho fatto ancora i calcoli, in base a quello che guadagna Berlusconi: con il suo stipendio di un anno, potrebbe costruire 140 case da 100000 euri. Non male.Forse è per questo che non voleva accettare i soldi stranieri?

domenica 28 settembre 2008

Tale padrone tali sudditi

Pubblichiamo una lettera di un nostro lettore che si autocommenta.


Stamattina, molto presto, ascoltando la radio, ho saputo, senza troppo
stupore, ma con mio grande disgusto, che il Senato ha salvato un
senatore del Pdl, eletto nella circoscrizione degli italiani
all'estero, dal processo per un reato gravissimo.
Questo senatore per poter essere eletto all'estero avrebbe dovuto
avere la residenza all'estero. Bene ha truccato le carte, è andato
contro i diritti di tutti i cittadini e si è fatto eleggere nella
circoscrizione all'estero con una falsa residenza.
La Procura di Roma ha scoperto che quella residenza era falsa e che
lui in realtà risiede in Italia e è stato nel paese, in cui diceva di
risiedere soltanto una volta.
Bene la Procura voleva processarlo per reati contro i diritti civili
legati al diritto di voto. In parlamento soltanto una cinquantina di
persone hanno votato si, cioè di procedere contro questa persona, tutto
il resto (Pdl e Pd) compreso hanno votato no, e così questo candido
senatore si è salvato, oltraggiando i nostri diritti più elementari,
uno di quelli su cui si dovrebbe basare una democrazia.
Sono molto arrabbiata e stupefatta che questa notizia compaia solo
sul manifesto e che nessun altro ne accenni neppure.
Vorrei vivere in un paese democratico, in una repubblica e mi ritrovo
a vivere invece in uno Stato che ogni giorno che passa ci toglie
diritti e libertà, convincendoci attraverso campagne mediatiche su
tutti i fronti, ce siamo più sicuri, che il nostro paese sta
migliorando, che episodi palesi di razzismo sono risposte a presunti
furti.... potrei continuare all'infinito.....
quello che chiedo è che tutti coloro che la pensano come me,
aderiscano a questo messaggio per cercare di costruire insieme una
realtà concreta ,molto presente in ogni territorio, di resistenza e di
costruzione di alternative sociali e culturali concrete e vive ogni
giorno per contrastare questo dilagare.
Non possiamo arrenderci perchè altrimenti davvero avremmo difficoltà
a pronunciare anche le parole diritti fondamentali dell'uomo.
L.M.

venerdì 26 settembre 2008

Magistrati fannulloni?

Finalmente, almeno un magistrato si è degnato di affermare con fermezza che il lodo Alfano è anticostituzionale, perché viola un articolo della Costituzione che afferma che tutti sono uguali di fronte alla legge. Il lodo avrebbe bloccato i processi contro il cavaliere, nonché presidente del nostro Paese, che lo vedono imputato di corruzione. In pratica, la corruzione è la via per non farsi beccare con le mani nella marmellata. Il bello è che qui la marmellata è bella grossa: si tratta dell'intero Paese!

sabato 6 settembre 2008

L'attessa della povera gente


Così si esprimeva La Pira, quando parlava dei poveri. Loro attendono. Aspettano che noi, ricchi, facciamo qualcosa sul serio.
Dopo quest'ultimo mega sbarco di africani sulle coste siciliane, mi viene quasi da piangere a guardare queste facce, stanche, affamate, appese a niente se non a una vaga speranza di trovare il pane nel nostro Paese. Magari tra di loro ci può essere anche un genio, o un Mozart, o un Nobel! Invece, noi li rimanderemo indietro.
Peccato. Se non sbaglio, gli italiani, al tempo delle mega emigrazioni prima e dopo la guerra, esibivano solo nome e cognome per entrare in America. E chi non conosce i contributi che hanno dato gli italiani all'America?

giovedì 31 luglio 2008

Vacanze

Prima di partire per le nostre "dovute" vacanze, termine astratto coniato dal potere del mercato con tutte le sue agenzie viaggi, vorremmo far volare il nostro pensiero altrove.
Non siamo preoccupati come alcuni a quei poveri italiani che non potranno andare in "vacanza" e che resteranno appicicati alle loro playstation e tv e computers per tutta l'estate, oziando e generando vizi.

Il nostro pensiero va a quegli uomini che varcano il mare, affrontando la morte per naufragio, come se la vita fosse ormai giunta al limite della sopportazione, come se la fuga fosse rimasta l'unica occasione per sentirsi un po' vivi e sperare.
Il nostro pensiero va a loro, che,dopo dissenterie e lacrime versate sul nostro vecchio mare, arrivano nel nostro Paese, dove, mentre loro affogano, i politici, da una parte, gli italiani dall'altra, se la godono dopo tutto. Oppure, sono li' a fabbricare i nuovi muri di separazione, visto che per quelli di cemento la finanziaria non ha stanziato ancora fondi.
Il nostro pensiero va ai morti ammazzati in Iraq (54 solo ieri), vittime di non si sa cosa, forse del destino impostogli dallo straniero che per fare la pace fa il deserto.
Il nostro pensiero va ai Palestinesi ammazzati (oggi un bambino di 9 anni), che per protestare usano le pietre, e in cambio arrivano pallottole. Come per dire, che gli umiliati e offesi non hanno nemmeno il diritto di gridare.
Il nostro pensiero va ai morti ammazzati in Afghanistan, vittime di un nemico senza bandiera, compatriota e straniero. Il primo forse vigliaccco, il secondo lo stesso ma che per prendere una mosca usa il cannone.
Il nostro pensiero va a tutti i giovani italiani, ipnotizzati dal nulla mediatico, allevati sotto i raggi alfa delle tv berlusconiane e il disinteresse di chi forse era troppo occupato a pensare allo stipendio di fine mese.