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mercoledì 14 luglio 2010

EPPUR (QUALCOSA) SI MUOVE



I comici non mi sono mai piaciuti. Non fraintendete: mi piacevano Stanlio e Olio, John Candy, Terence Hill e Bud Spencer, perché mostravano la vita nel suo lato umoristico, che forse è quello più vero. Ma non mi sono mai piaciuti i comici di "piazza Navona", quelli che vanno travestiti da contestatori-giullari, ma che, alla fine dello show, non si capisce cosa fossero, se contestatori o giullari.
Tra questi c'era anche Sabrina Guzzanti, che ho rivalutato guardando il suo ultimo Draquila, che ha vinto anche un premio a Cannes.
Il film, chiaramente anti-Berlusconi, è un documentario tra le macerie di pietra e i cuori macerati dell'Aquila. Un film che mostra cosa è accaduto veramente, sotto i banchi, come si suol dire.
Anche se può apparire troppo e primariamente anti-Berlusconi, il film è invece strutturato molto bene, a mo' di inchiesta tipo quelle di Michael Moore. Infatti, anche la cosiddetta sinistra viene denunciata come assente o anzi inesistente. Ciò che ne emerge è un quadro allarmante di un'Italia ubriaca e stanca. Ubriaca, dove lo può essere e se lo può permettere, di menzogne e di piccoli piaceri arcoriani; stanca, invece, di tutta l'impotenza che sembra esserci in qualsiasi tentativo di mostrare la profonda corruzione, non solo finanziaria, che domina il Paese e la classe dirigente.
Ve lo consiglio.
Se fossi la Guzzanti, avrei distribuito gratis il film

lunedì 13 aprile 2009

Vip o presidente?

Avete visto come andava girando il Berlusca tra le macerie in Abruzzo?
L'abito non fa il monaco certo, ma per un presidente di Stato vale l'eccezione, come contegno almeno.
Il Nostro era vestito alla George Clooney, senza cravatta e maglietta nera.
Inoltre, avete notato le sue affermazioni riguardo al disastro?
"Pensate di andare a fare un weekend" oppure "garantisco io sulla ricostruzione" oppure "andate al mare, paga lo stato", oppure "non accetteremo soldi stranieri". Parole che nascondono il solito culto del superuomo onnipotente, super per i quattrini e il potere che crede di avere. Per lui, e per chi come lui, tutto si misura con il registro economico. Per lui, e per chi come lui, tutto si misura in termini borghesi (il "weekend").
In un Italia malata, questo è il massimo che ci possiamo permettere da un presidente di Stato?
A proposito, ho fatto ancora i calcoli, in base a quello che guadagna Berlusconi: con il suo stipendio di un anno, potrebbe costruire 140 case da 100000 euri. Non male.Forse è per questo che non voleva accettare i soldi stranieri?