sabato 28 novembre 2009

SILVIO e boia chi molla


Silvio Berlusconi, il nostro paperon de' paperoni seduto letteralmente sul popolo italiano, ha affermato che "È saltato l'equilibrio costituzionale dello Stato". Gli diamo ragione. Infatti, ha cominciato proprio lui a sfornare leggi incostituzionali, pro Berlusconi's& co. (vedi le leggi cosiddette ad personam apparse su Repubblica, proponendo il Lodo Alfano che, de facto e de jure, snacisce l'ineguaglianza dei cittadini italiani di fronte allo Stato, contrariamente a quanto sancito dalla Costituzione. Non vorremmo anche ricordare il nostro continuo appoggio alla NATO e agli USA nei massacri perpretrati e indotti dall'invasione in Iraq e Afghanistan, dove, tra le tante cose, si sono usate armi chimiche segrete (al fosforo) che nessuno conosceva (nemmeno Saddam, poveretto!) e uranio impoverito (il tasso di tumori in Iraq è aumentato del 15% secondo un'inchiesta del The Guardian. Non vi allego il link originale perchè contiene immagini davvero avvilenti, ma se volete le prove provate a cercare con Google "the guardian cancer fallujah"). Questo di sostenere popoli invasori che si credono i poliziotti del mondo non è scritto nella carta costituzionale.
Quindi, ci chiediamo quale sia questo attacco costituzionale allo Stato se lui, che rappresenta lo Stato, è il primo che lo attacca.
Non solo. Ma io, come italiano prima, e come sicialiano per ipotesi, mi sentirei davvero addolorato se sentissi il mio primo ministro che racconta una barzelletta così di malo gusto da rappresenare un'offesa crudele alla sofferenza degli altri. Nella barzelletta un papà risponde al bambino che gli chiede perchè Einstein è morto: "troppo sapeva".
Ebbene, la sua lectio magistralis sull'attacco alla costituzionalità dello Stato si conclude con una barzelletta, velata di un sottile e tetro alito di minaccia fisica che, per altro, si rifà a un linguaggio e a dei metodi mafiosi che, memori tutti del sangue e delle vite cadute sotto i colpi di questa piaga che ci affligge, lo Stato (non dico lui) dovrebbe eliminare.

mercoledì 25 novembre 2009

Letture terrificanti

Vi propongo un libro scaricabile dalla rete scritto da Federico Elemetti, uno dei tanti italiani che per lottare e protestare usano Internet come ultima risorsa, visto che il popolo, il nostro popolo è e sarà abbindolato, ora e prossimamente, da tutte le menzogne dipinte a verità che i nostri premier diranno.
Ho controllato alcune citazioni, che vi allego, e sono corrette. Dove ho potuto, ho riportato anche la fonte. Buona terrificante lettura.


  • "I magistrati sono antropologicamente
    diversi dal resto della razza umana."
    [fonte]

  • "La magistratura è una malattia della nostra democrazia"[fonte]

  • "I giudici di Palermo scherzano con il fuoco"
    [fonte]

    Il libro si trova qui

lunedì 23 novembre 2009

Epurazioni


Per un attimo mi sono intenerito di fronte alla faccia di Alfano, il cane-segugio del nostro cavaliere, non molto diverso da tanti altri cani del suo entourage.
Mi sono intenerito quando ho letto che ha avuto il tiepidissimo coraggio di replicare al suo boss (è questa la giusta definizione del nostro primo ministro) secondo, presumo, i suoi ancora vivi appelli della coscienza. Riporto la notizia presa dall'Osservatorio di Sicilia, che all'Alfano tiene in quanto siculo.

Durante una riunione degli esponenti di spicco del Pdl, presieduta da Silvio Berlusconi, questi avrebbe vivacemente redarguito Angelino Alfano perché, secondo il presidente del consiglio, starebbe tentennando non poco sulla questione del processo breve.

Secondo quanto riporta Liana Latella, la riunione è stata alquanto vivace anche perché dopo valutazioni e previsioni, qualcuno scopre che sarà molto difficile che a Montecitorio si possa arriva all’approvazione prima del febbraio prossimo.

Berlusconi a questo punto avrebbe proposto (imposto ?) di procedere con l’approvazione di un decreto legge. Angelino Alfano però avrebbe avanzato qualche dubbio e preferirebbe evitare di coinvolgere direttamente il governo e timidamente avrebbe detto : “No, questo non lo possiamo fare”.

Apriti cielo. L’ira di Berlusconi sarebbe esplosa fragorosamente e, sempre secondo la Latella, avrebbe minacciato Alfano di sostituirlo tuonando: “Tu forse non hai capito l’importanza della questione che stiamo affrontando. O noi risolviamo questo problema subito oppure tu te ne vai, perché sappi che ci sono molti altri che possono fare il ministro della Giustizia al posto tuo”


Siamo di fronte al vero potere, non so se chiamarlo il quarto o il quinto. Nella storia ne abbiamo visto dei copioni più o meno gravi, come nell'impero-prigione di Stali: salito al potere cominiciò le sue famose epurazioni di tutti quelli che non stavano al passo con i suoi dictat.

Come afferma lo scrittore Saviano, siamo di fronte a un passo irreversibile con questo storia della prescrizione dei processi brevi.
Ci auguriamo che questi sprazi di coscienza continuino più che mai, anche se "è molto difficile che un ricco (cioè uno di questi signori seduti a Roma) si converta".