Non sono moralista in senso stretto, e per questo non farò commenti che si aggrappano ad argomentazioni sul pudore, il rispetto del corpo e robe simili.
Quando ho letto dell'ultima trovata dei nostri ricercatori e studenti ribelli, ho pensato tante cose che si confondevano a vicenda.
Fissando le idee su questa tastiera, mi vien da dire che questi nostri scienziati devono essere davvero
stressati dal loro stesso lavoro, se non riescono a trovare altri modi di espressione all'infuori di
goliardiche inscenate alla beat-generation.
In un epoca dominata dal bisogno quasi demoniaco di mettersi in mostra, fotografi e giornalisti non aspettavano altro che vedere gente comune, e soprattutto giovin donne, mostrarsi senza veli. Esplodono così gli "hits" su siti commerciali e di media.
Altri pensieri andavano al nostro Berlusca che non aspetta altro che vedere simili goliardate a cui risponderà, e forse a ragione, con il suo saccente tono di falso-purista. Ma anche se il pulpito non si confa' al predicatore, la predica forse sì: vi sembra che una protesta del genere incida culturalmente?
Anzi, dimostra proprio che i luoghi del sapere e della conoscenza sono allo sfacelo, dal punto di vista culturale. Uno sfacelo di unità, una mancanza di pensiero comune, che producono una agitazione temporanea attorno a questioni particolariste, come i tagli e le questioni di economia. Ma sul resto, su questioni generali, a larga veduta e di base, non si è capaci di nessuna critica, se non da corridoio o nel bar.
Altri pensieri ancora andavano sulla ricerca italiana, dove spesso e volentieri i finanziamenti vanno a progetti inutili, di facciata, che non creano e non investono sui giovani seriamente, formandoli. Molto spesso i progetti finanziati sono per mettere a lavoro un gruppo di tesisti e assegnisti al servizio di professori che si ingrassano indebitamente di pubblicazioni.
Mi sarei commosso di più se avessi visto questi intellettuali sfilare nudi per i morti che stiamo ammazzando in Afghanistan, attraverso la Nato; se avessero sfilato per tutti quegli operai e precari (non intellettuali) che ogni giorno lavorano per sopravvivere con 800 euro al mese e che non si lamentano; se li avessi visti sfilare per gli stranieri picchiati per puro razzismo; eccetera eccetera.
Si sa già come andrà a finire questa storia. Quando le acque si calmeranno ( il decreto passerà, con qualche ritocco di cui nessuno si accorgerà), i nostri studenti e ricercatori ritorneranno nelle loro stanze e nei loro uffici, discutendo della prossima partita di calcetto.
martedì 28 ottobre 2008
Saggezza in rovina
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CLIB
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giovedì 23 ottobre 2008
"Roma val bene una bugia"

Un motto simile fu detto da un imperatore che disse "Parigi val bene una messa".
Governare a tutti i costi, pur di apparire smemorato o di fingersi cattolico.
L'importante è Roma. Restare a Roma.
Così, come avevamo profetizzato, Berlusca torna indietro, dicendo addirittura che non aveva mai ipotizzato l'uso della polizia (o forze dell'ordine) nelle scuole. Potete vedere il nostro ultimo articolo dove, in una conferenza stampa, dice proprio il contrario.
Non so se rallegrarmi o meno: abbiamo salvato gli studenti dalle manganellate, ma abbiamo l'evidenza continua di un affarista seduto in Parlamento.
Mi chiedo cosa succederebbe alla povera Italia se i 3 milioni di stranieri scioperessaro per un intero giorno.
Etichette: bugie, polizia, scuola
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Da quale pulpito
La democrazia non era fondata sulla maggioranza?
La democrazia non era fondata sulla libertà di parola?
Non era fondata sul diritto a manifestare (in maniera non violenta?)
Eppure, il nostro capo di governo, capo di una democrazia, nega tutti questi punti.
Per chi si fosse perso il suo show, vi allego il video.
Il "nostro" si lamenta che i giornali e la televisione diffondono notizie false.
Qui due sono le possibilità: o Berlusconi non è berlusconi e non sono sue le tv e i giornali, o i dati che legge berlusconi e quelli pubblicati (dal parlamento) sono diversi.
Che dilemma...
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domenica 19 ottobre 2008
Governare è bello
Il Financial Times se ne intende di finanza. E da un po' di tempo punta l'occhio anche sul nostro paperon de' paperoni che, bellamente, non so per voler o per fortuna, ha inchiappettato tutti gli italiani, fedelissimi e sinistrati.
Agli occhi di quelli del FT, siamo un Paese governato da uno che tratta l'Italia come una bella scatola di marmellata. Le banche vanno giu' dappertutto, ma in Italia il nostro capo di governo ci guadagna. E nessuno dice niente. Cosa è successo agli italiani perché siano così assuefatti dal non avere più voglia di scendere in piazza per manifestare, non contro quel particolare o meno della leggina di turno che taglia qualche fondo, ma per protestare contro "la saggezza in rovina". La saggezza in rovina di un popolo comandato da una prima donna che lega con la Lega, euforica se si dipinge di verde il Colosseo, o che diventa euforica se si difende l'identità padana e viola tutte le altre identità paragonandole ai "barbari".
Non ci accorgiamo della scaltrezza di quest'uomo. "Sa governare e ci sono meno tasse", dice la gente. Panem et circens, come gli antichi romani. Dai il divertimento e il pane al popolo e poi puoi governare come ti pare. Siamo diventati proprio così. E la classe, se si può parlare di classe senza offendere nessuno, la classe media è proprio la stragrande maggioranza che ragiona così. Sto bene io, chissenefrega. Non si alza lo sguardo più in alto, non si prova disgusto per un governo capitalista, anzi, nemmeno, per un governo che sfiora la dittatura. Certo non la dittatura armata, ma una dittatura sottile e morbida, perpretata attraverso il culto della persona (di Berlusconi) e i retroscena di montagne di pecunia che girano nelle tasche del capo dei ministri. Ricordiamo anche che ministro dovrebbe significare proprio "servizio". Qui mi sembra che si tratti invece di un bel "magna magna".
Vedremo ancora in Italia manifestazioni di professori e studenti contro i tagli alle università, ma li vedremo ancora scendere in campo per la giustizia, la democrazia, l'accoglienza, e, infine, per una rivoluzione?
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giovedì 4 settembre 2008
Vecchi amici
Il nostro amico Bush, amico cioè di Berlusca, ha detto in estate che la Russia ha fatto un'azione sproporzionata nella Georgia. L'invasione era sproporzionata.
A rigor di logica, era proprio proporzionata: la Georgia invade l'Ossezia, la Russia che possiede l'Ossedia invade la Georgia. Anche se la guerra è sempre la soluzione del nulla, a freddo e secondo logica, era proprio logico.
Come fa a parlare Bush che ha invaso due Paese, distruggendo tutto e ammazzando alla cieca, in Iraq e Afghanistan, quando né l'Iraq né l'Afghanistan, in quanto Paesi, hanno mai invaso l'America?
Speriamo che i nostri figli leggeranno la verità sui libri di storia, a patto che la Lega non li scriva e che i programmi scolastici vadano un po' piu' in là del solito Positivismo.
martedì 22 luglio 2008
Presto e bene
L'antico andante "presto e bene" si addice di solito ai geni. Ad esempio Mozart, che
non usava nemmeno le bozze. Ma, stando alle statistiche, di geni ne nascono pochi.
Inoltre, in politica, laddove si governa, la genialità consisterebbe nella capacità critica nell'uso del potere.
Invece, il nostro governo fa presto credendo di fare bene.
Certo, ci sono alcuni aspetti positivi, come i rifiuti a Napoli che della rapidità del governo hanno giovato. Sembrava un problema così difficile mandare l'esercito a Napoli? O forse quest'Italia si accontenta di risolvere i problemi quando arrivano all'esasperazione?
Ma ci sono tanti altri punti in cui il governo fa solo presto, e poco bene.
Come il caso delle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario.
Queste scuole, meglio note come SISS o SICSI, a me sembravano proprio un ulteriore scoraggiamento a chi si orientava alla professione di insegnante: dopo cinque anni di studi altri due di nozionismi inutili, come se per insegnare ci fosse bisogno di una scienza omniscente e non di una passione educativa. Ma lasciamo perdere.
Per queste scuole, erano stati bandati 12000 posti, su per giu'. Quindi, 12000 cristi che speravano almeno in un orizzonte lavorativo. Invece, arriva Attila/Berlusca con i suoi ministri, e tolgono via tutto. In meno di 24 ore, le scuole di specializzazione sono state spazzate via.
Sono proprio curioso di vedere cosa faranno adesso.
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CLIB
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