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sabato 20 settembre 2008

Vassalli


Il governo Berlusconi assomiglia molto a un feudo. Ci sono i vassalli e il capo del feudo.
Piu' dei buffoni di contrada.
Alfano, uno dei vassalli, ha ritirato l'istanza di procedimento "giudiziario" nei confronti della comica Guzzanti. Ricordiamo che la Guzzanti, esagerando come tutti i comici che fanno il proprio mestiere, sparando a destra e a sinistra, ha praticamento mandato a quel paese un po' tutti, compreso il papa. Ricordiamo anche che la Guzzanti e' figlia di Paolo, altro vassallo del governo.
Per inciso, il capo di tutti questi vassalli, il caveliere Berlusconi, chiamo', a piu' riprese, stronzi e coglioni tutti gli italiani che non avrebbero votato lui. Tutti gli italiani saranno stati circa un dieci milioni, guardando alle statistiche. Ebbene, quei dieci milioni di italiani non se la presero tanto, anche perche', se avessero voluto, non avrebbero avuto modo di portare in tribunale per pubblica offesa un personaggio che con la giustizia gioca come a scacchi.
Ma il ritiro del procedimento e' stato proprio perche' la Guzzanti e' figlia di un suo vassallo.
Qui va a finire che non si fara' piu' niente, perche' tutti sono vassalli di Berlusca...
Speriamo che almeno una manciata non lo sia.

domenica 13 luglio 2008

Divide et impera



L'Idv di Di Pietro che si dissocia dal Pd e sta con la "piazza"; Veltroni che "minaccia" il distacco da Di Pietro e lo intima a lasciare la piazza; Moretti che dice che non va bene nessuno (se non lui); i comici che tirano sassi a tutti.
E il gioco e' fatto! La strategia dei grandi imperatori romani era proprio quella di dividere, lasciare che ognuno creda quel che vuole in un caos di relativismo e implicita discordia. Cosi' il potere puo' governare, e,anzi, la prima cosa che dira' ai cittadini sara': vedete quelli la', non sono capaci nemmeno di mettersi d'accordo. Noi invece siamo compatti.
Tuttavia, in un articolo di Ilvo Diamanti link si accenna a quello che stiamo ripetendo da settimane su questo blog. Ci vuole qualcosa di nuovo, che parta da dentro la societa'. Se la societa' e' cambiata, allora anche i modi per parlare ad essa devono cambiare. Non possiamo ancora giocare con le starire del venerdi' sera, che fanno ridere tutti ma non convincono nessuno in cabina elettorale.
Questo qualcosa di nuovo parte dall'incontro con la gente e da un'onesta convinzione che la propria persona risplende quanto piu' e' gratuitamente dedicata agli altri, di ogni provenienza, storia, "etnia", appartenenza, credo eccetera.