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martedì 19 luglio 2011

Fonti rinnovabili: una bufala

Anch'io sono a favore delle fonti rinnovabili. Perché sono un modo intelligente di usare la natura.
Ma parliamoci chiaro: né il fabbisogno energetico né l'inquinamento vengono ridotti.
Finalmente, ho trovato un articolo che ribadisce quello che si diceva tempo fa. Sono gli aerei e le navi i maggior produttori di gas serra (http://www.technologyreview.com/blog/helloworld/26982/?p1=blogs). E aerei e navi sono strettamente connessi al modo di vita degli occidentali. Un esempio: ordinare libri su Amazon, bere caffé Illy in Giappone, ordinare pentole in Svizzera, bere acqua Uliveto in Cina. Richiede enormi movimentazioni di merci e persone.
Altro esempio: supermercati con l'aria condizionata sempre accesa, d'estate e d'inverno, con milioni di chilowattora usati per le enormi celle frigorifere; fabbriche sempre in funzione per produrre le innumerevoli intutili cose; centinaia di migliaia di computer sempre accessi per far funzionare i vari google, facebook, banche on line, eccetera.
(date un'occhiata lla tabella di questa pagina http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_in_the_United_States)

"There are few environmental sins worse than air travel. A few years ago, Friends of the Earthdeclared aviation "the world's fastest growing source of greenhouse gases." A reportreleased in 2008 found that airlines might pour 1.5 billion tons of carbon dioxide into the atmosphere by 2025."
che significa

"Oltre al traffico aereo, ci sono pochi altri peccati ambientali. Pochi anni fa, Amici della Terra ha dichiarato l'aviazione 'la sorgente di gas serra più prolifica del mondo'. Un rapporto rilasciato nel 2008 rivela che le linee aeree potrebbero immettere nell'atmosfera, entro il 2025, circa 1.5 miliardi di tonnellate di CO2."

A voi i commenti.

martedì 8 dicembre 2009

LA BARZELLETTA DEL CLIMA


Nuovo summit sul clima a Copenaghen, nuova barzelletta farcita di meeting tanto cari ai diplomatici del mondo. Anche questi incontri si ridurranno a un nulla di fatto, ma non tanto per la mancanza di accordi, quanto per l'impossibilità sistematica di raggiungere un accordo.

È voler far volare una nave mettendoci le ali. La nave non volerà mai. Occorre un altro strumento per volare, l'areo appunto. Così è per il clima. Perchè? È semplice. In primis, perchè il commercio, avendo perso quella caratteristica di scambio di prodotti locali, ha distrutto i confini nazionali, ha potenziato all'infinito le multinazionali che hanno distrutto le economie locali e ha favorito l'inquinamento globale. La globalizzazione significa che un'azienda può avere sede a New York e produrre in Messico o in Cina. Ne risulta che le emissioni gringhesche si riducono, ma quelle messicane e cinesi aumentano. "La Cina è colpevole" grideranno i falsi e ciechi (se non ipocriti) paladini del futuro del nostro pianeta (mentre il presente di milioni di persone irachene, afghane, del Darfur eccetera, può tranquillamente calare a picco). È un meccanismo quasi perfido: i Paesi ospiti delle multinazionali si mettono il mantello da mentori del futuro pulito dell'ecosistema, mentre nulla obiettano al fatto che le stesse multinazionali producono all'estero, inquinando là e nascondendo di qua, e vendono i loro prodotti in casa. Mi chiedo cosa possa fare la Cina o chi per essa di fronte al fatto che quasi ogni prodotto che usiamo ogni giorno viene prodotto nel continente di gengis kan. Quest'anno gli USA hanno ridotto le emissioni e la Cina li ha aumentati. Ma se andate a leggere i numeri che si riferiscono alle importazioni di prodotti MADE IN CHINA in America, vedrete che sono raddoppiati. Qui sorge il dilemma: chi è colpevole dell'incremento, chi ha prodotto o chi ha ordinato il prodotto?Non si può incolpare l'operaio, ma il padrone dell'operaio, o no?

Di fatto, anche se tutte le automobili andassero a batterie e se su ogni casa ci fosse un sistema fotovoltaico e se la FIAT andasse a enegia eolica, il tasso di inquinamento dell'atmosfera non cambierebbe molto, perchè il maggior contributo è dato appunto da navi e aerei, soprattutto militari. Sono loro infatti a dover sostenere la mole di scambi commerciali che avviene da anni nel pianeta. Per fare un esempio, pensate che in Giappone possono bere caffè Illy, piantato in Brasile, tostato in Italia e venduto in Giappone. Ridurre le emissioni significa ridurre gli scambi commerciali, cosa quasi impossibile con l'assetto economico mondiale. 

Intanto, il nostro studioso di arti politiche, il facoltoso (si fa per dire) nano-inventa-leggi, e non-abbronzato, il meglio noto Silvio Berlusconi, continua a favorire la costruzione di centrali nucleari. Così oltre alle scorie già scaricate dalla camorra nei mari calabresi, ci ritroveremo le scorie in tutta Italia. Tranne che ad Arcore, perchè nella lista dei siti prescelti dall'ENEL non c'è la Lombardia. Strano che nell'elenco delle città prescelte ci sia la Campania, il Lazio, la Sicilia. Un caso? Mancanza di fiumi in Lombardia?

domenica 19 ottobre 2008

Tale maestro



Vi ricordate quando Bush, per sostenere la sua orribile guerra personale in Iraq, disse al mondo che aveva al suo fianco una "grande coalizione"? E la grande coalizione era costituita da staterelli o in via di sviluppo o senza eserciti, come Albania, Ungheria, Angola, Ruanda, Lituania, (e Italia) o da cugini americani come il Regno Unito.
Ebbene, Berlusca, chiamato a dire la sua sul clima, dice che l'Italia, seguendo gli USA, chiedera' piu' tempo per decidere come affrontare i costi del programma anti-inquinamento.
Essendo ovvia la reazione del buon senso, che vede il pianeta gia' nel suo percorso verso cambiamenti climatici drastici, il Berlusca si difende dicendo che "altri nove Stati sono con noi". Gli stati alleati sono piccoli stati dell'Est con economie arretrate o in conto cassa sui libri timbrati dal governo.
Tale maestro tale servitore.